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DINTORNI

I Santi: Il Colle Don Bosco è il cuore della spiritualità artigiana. Su questa collina (oggi nota come «Colle Don Bosco») nella borgata Becchi, in frazione Morialdo e comune di Castelnuovo (AT), il 16 agosto 1815 è nato Giovanni Bosco, il futuro fondatore della Famiglia Salesiana, il Santo dei giovani, colui che consacrò la propria vita alla missione religiosa di preservare la gioventù più povera dalla miseria spirituale e materiale. Al Colle Don Bosco si possono visitare i luoghi cari al Santo e alla Famiglia Salesiana: la casa dove visse la sua infanzia, i luoghi che nel tempo sono stati convertiti all'accoglienza, alla preghiera, alla formazione giovanile, i musei Salesiani. Visitare questi luoghi vuol dire riscoprire le origini della straordinaria personalità di Don Bosco e della sua opera diffusa in tutto il mondo.


TERRE DEI SANTI - I SENTIERI DELLA SPIRITUALITA'

1. La casetta di Giovanni Bosco

In questa piccola casa visse Giovanni Bosco dall'età di due anni fino ai 16 anni. Fu acquistata da papà Francesco tre mesi prima di morire (maggio 1817) e fatta adattare ad abitazione da mamma Margherita. È conservata così come era, salvo gli interventi di conservazione. Gli ambienti sono pochi e poveri: stalla, cucina, camera della mamma e della suocera, camera dei ragazzi (o del sogno dei 9 anni), fienile. Sulla destra vi è l'ingresso al salone in cui sono esposti testi e immagini per la comprensione del luogo, la scala per accedere alle camere del piano superiore e il monumento a Mamma Margherita che richiama l'episodio del perdono per l'olio involontariamente versato da Giovanni (Enrico Manfrini).

2. La casa di Giuseppe

Fu costruita dal fratello Giuseppe in occasione delle sue nozze. Una camera al piano superiore riservata per Don Bosco e una del piano terreno fu trasformata in cappella della Madonna del Rosario, inaugurata nel 1848. Fin quando la salute lo permise, Don Bosco veniva da Torino con i ragazzi per festeggiare la Madonna, insieme alla popolazione della borgata e dei paesi vicini. Qui, come ricordano due lapidi all'ingresso, nel 1852 vi fu la vestizione di Michele Rua (diverrà il primo successore di Don Bosco), nel 1854 l'incontro con Domenico Savio. Oggi si accede alla casa di Giuseppe attraverso il Museo della vita contadina astigiana dell'800. Nelle camere sono esposti ricordi e mobili della famiglia Bosco. Stalla e fienile sono stati ricostruiti nel 1988.

3. Monumento a Giovannino Giocoliere

A 11 anni, Giovannino intrattiene compoagni e adulti alternando racconti e giochi di prestigio con la preghiera e il catechismo. Il monumento, opera di Ennio Tesei, rappresenta Giovannino che cammina sulla corda tesa tra due piante e sostenuta dagli angeli, sotto lo sguardo ammirato dei suoi amici.

4. Museo della Vita Contadina

Dal cortile della casa di Giuseppe, sulla destra, si scende al Museo della vita contadina dell'800. All'ingresso il forno di Giuseppe e alcune attrezzature per la vinificazione. Nel grande salone sono esposti attrizzi della vita contadina dell'800 per la casa e i lavori dei campi insieme a illustrazioni fotografiche. Il percorso ingloba la cantina, le camere e la stalla della casa del fratello Giuseppe.

5. Il Santuario di Maria Ausiliatrice

Fu costruito al tempo della prima guerra mondiale (tra il 1915 e il 1918) per il centenario della nascita di Don Bosco, dall'architetto salesiano Giulio Valotti, in gotico piemontese (lo stile del duomo di Chieri), sul luogo dove il fratello Antonio s'era costruita una casupola. Il cornicione esterno è decorato da una serie di bandierine che indicano le città de bambini che diedero la loro offerta per invocare la fine della guerra mondiale. All'interno si trova una statua lignea di Maria Ausiliatrice dono della Scuola Professionale Salesiana di Sarrià-Barcellona (Spagna). È la sede dell'adorazione prolungata a Gesù Eucarestia, animata dal CEM (Cenacolo Eucaristico Mariano).

6. Prato e Pilone del Sogno

Il prato ad ovest è quello visto nel sogno dei 9 anni. Un pilone ricorda quella visione che prefigura una vita completamente spesa per i giovani. Poco più avanti la fontana a cui Mamma Margherita attingeva acqua per le necessità della famiglia. inferiore nel 1965, con una capienza di 700 posti.

7. Monumento a Mamma Margherita

Nel prato che si affaccia al Tempio di Don Bosco s'erge il monumento a Mamma Margherita. Le cinque formelle in bronzo illustrano episodi della sua vita ai Becchi. È opera di Enrico Manfrini (1992)

8. Il Tempio di Don Bosco

Il Tempio di Don Bosco fu costruito dove sorgeva la "cascina Biglione" di cui il padre di Don Bosco, Francesco, era mezzadro. Nella cascina viveva la famiglia Bosco: qui nacque Giovanni Bosco il 16 agosto 1815. Papà Francesco morì quando Giovanni non aveva ancora due anni; mamma Margherita (di 29 anni) si trasferì, con i tre figli e la suocera semiparalizzata, in una tettoia acquistata dal padre qualche mese prima di morire e ristrutturata ad abitazione. Il Tempio è composto di due chiese sovrapposte. La prima pietra è stata benedetta l'11 giugno 1961 e fu aperta al culto la sola chiesa inferiore nel 1965, con una capienza di 700 posti.

9. La Chiesa Superiore

La chiesa superiore è stata consacrata nel 1984 dal card. Ballestrero ed è stata ristrutturata, con la posa del riscaldamento, il miglioramento dell'acustica e la ridefinizione più unitaria delle linee architettoniche interne nel 1999. Alla sommità della scalinata, la statua bronzea di Don Bosco, dono degli insegnanti d'Italia (beatificazione 1929). È opera del Bellini. Sopra i portali d'ingresso un affresco di M. Bogani rappresenta il lavoro missionario salesiano presso le varie civiltà del mondo. L'interno, su progetto dello studio Trucco di Torino, è stato rivestito di pannelli di legno di faggio e costolature in travi lamellari e chiuso da una controcupola sospesa (ditta Gabella). Sulla parete di fondo la grande statua del Cristo Risorto, legno di tiglio (ditta Demetz, Ortisei). L'altezza è di 8 m, l'apertura delle braccia 6 m, il peso 30 q. Richiama la missione indicata a Don Bosco nel sogno dei 9 anni e la pedogogia dell'ottimismo. I dipinti di Maria Bogani richiama la missione di Don Bosco (nel transetto) e il racconto evangelico dei discepoli di Emmaus (in fondo). Le vetrate di Luigi Zonta ricordano, in modo stilizzato, la missione e la spiritualità di Don Bosco. Il rosone raffigura lo stemma della Congregazione Salesiana. Ai lati i 14 pannelli della Via Lucis (G. Dragoni). Di notevole pregio anche l'organo a trazione meccanica con 47 registri reali e 3328 canne (ditta Pinchi). Per il Giubileo del Duemila sono stati realizzati il concerto di 12 campane (ditta Capanni) e i tre grandi mosaici esterni (ditta Bernasconi di M. Bogani).

10. La chiesa inferiore

La grande pala d'altare (di Cafaro Rore) raffigura le passeggiate autunnali da Torino al Colle di Don Bosco con i ragazzi, mamma Margherita, San Domenico Savio, Don Rua (primo suo successore) e Don Cagliero (primo missionario salesiano). Nel presbiterio il crocifisso di Caffaro Rore e la statua in legno dell'Ausiliatrice del M�ller (Ortisei) del 1936. Dietro l'altare una preziosa reliquia di Don Bosco indica il luogo in cui è nato. A fianco i dipinti (di M. Bogani) rappresentano, a sinistra, il matrimonio di Margherita e Francesco (vedovo, con il figlio Antonio) e il battesimo di Giovannino; a destra, la morte di Francesco e il trasferimento alla "Casetta". Agli altari laterali sono collocati il dipinto di San Francesco di Sales (Caffaro Rore) e le vetrate con i santi della tradizione salesiana e italiana. Questi concorrono ad evidenziare gli elementi essenziali della salesianità. L'organo a trazione elettrica, con 31 registri reali e 2500 canne, è della ditta Tamburini e l'Ultima Cena, al fondo della chiesa, è una fotografia a grandezza naturale della celebre opera di Leonardo Da Vinci (ditta Ilford).

11. Museo etnologico missionario

Ricorda l'opera dei Missionari salesiani (a partire dal 1875) ed è dedicato al cardinal Cagliero (di Castelnuovo Don Bosco), primo missionario salesiano in Patagonia- Argentina. Nelle vetrine sono esposti oggetti preziosi e significativi delle terre, delle civiltà e delle culture dei Paesi dove hanno operato e continuano a lavorare i Salesiani e le Figlie di Maria Ausiliatrice per la promozione umana e l'evangelizzazione dei popoli.

12. La casa dei giovani

E' una struttura attrezzata per l'accoglienza, in autogestione, di giovani e adulti per ritiri, giornate di studio e di conoscenza dei luoghi in cui è nato Don Bosco. Può ospitare un centinaio di persone.

13. Istituto Salesiano Bernardi Seteria

Costruito negli anni 1938-40, è un centro tecnologicamente avanzato di formazione professionale ad indirizzo grafico.

14. L'Opera di Don Bosco

I destinatari sono i ragazzi, specie i poveri e abbandonati; le strutture sono gli oratori per incontrare e aggregare in allegria e serenità, i laboratori per insegnare un lavoro onesto per vivere, le scuole per formare i giovani; le relazioni sono regolate dallo "spirito di famiglia". Il motto è "Da mihi animas, coetera tolle" (Dammi le anime, toglimi tutto il resto). Il metodo educativo è il 'metodo preventivo' basato su "ragione, religione e amorevolezza". Sono tre i nuclei di educatori fondati da Don Bosco: i Salesiani Don Bosco, SDB, (nel mondo sono oggi 18.000 in circa 120 paesi, in tutti i continenti, con 2.500 case o presenze), le Figlie di Maria Ausiliatrice, FMA, (sono 17.000 in oltre 90 paesi in tutti i continenti con 1.600), i Cooperatori Salesiani, laici che vivono nel mondo (sono decine di migliaia e operano insieme ai Salesiani o con opere proprie). Oltre a questi tre gruppi, nel corso degli anni, ne sono nati parecchi altri (oltre 20) che formano la Famiglia Salesiana.

15. Colle Don Bosco

Situato in località Becchi di Castelnuovo Don Bosco, è diventato un centro di devozione a livello mondiale perché vi nacque Giovanni Bosco. Gestito dalla famiglia Salesiana, il complesso ospita musei, luoghi di devozione, scuole, luoghi di accoglienza per i pellegrini e strutture ricettive. A centinaia di migliaia accorrono, ogni anno, al Colle per venerare il Santo dei giovani.


Al Colle Don Bosco puoi trovare:


Ampi parcheggi per oltre 300 macchine (13).

Sale di riunione, saloni pellegrini e sala-teatro di 400 posti (14).

Servizio bar al tavolo e distributori automatici.

Spazi per il pic-nic.

Ristoro "Mamma Margherita" con la disponibilità di 700 coperti (tel. +39.011.99.27.158). Si trova ai piedi della collina (15).

Ufficio Accoglienza (tel. +39.011.98.77.162) e Negozio di souvenir presso l'atrio d'ingresso alla chiesa inferiore.

Possibilità, previo accordo telefonico, di guide qualificate per la visita. Il servizio è gratuito.

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